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The Project Gutenberg eBook of Le disilluse

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Title: Le disilluse

Author: Roberto Bracco

Release date: November 5, 2011 [eBook #37932]

Language: Italian

Other information and formats: www.gutenberg.org/ebooks/37932

Credits: Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara
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*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LE DISILLUSE
***

Page 4

ROBERTO BRACCO

TEATRO
VOLUME PRIMO

NON FARE AD ALTRI... — LUI LEI LUI —
UN'AVVENTURA DI VIAGGIO — UNA DONNA —
LE DISILLUSE — DOPO IL VEGLIONE

2ª EDIZIONE.

REMO SANDRON — Editore

Libraio della Real Casa
MILANO-PALERMO-NAPOLI

Page 5

PROPRIETÀ LETTERARIA

I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi, non
escluso il Regno di Svezia e quello di Norvegia.

È assolutamente proibito di rappresentare questi lavori senza il consenso
scritto dell'Autore (Art. 14 del Testo Unico 17 Settembre 1882).
Published in Palermo, 10th. June Privilege of Copyright in the United

States reserved under the Act approved March 3rd. 1905, by Roberto Bracco and
Remo Sandron.

Off. Tip. Sandron — 126 — I — 290312.

――――

Page 6

LE DISILLUSE.

Fiaba per Marionette, in un atto.

Questa «fiaba» fu improvvisata in pochi giorni, come si rileva dal
prologhetto, per invito della Società Filarmonica di Napoli e rappresentata,
con musica del maestro Mario Costa, nel salone di quella Società, intorno
al 1888. Ai due autori fu assegnato il compito di offrire, soprattutto, «un
grazioso spettacolo di atteggiamenti, di colori e di armonie». Il libretto non
doveva essere che «un pretesto per far comparire sulla scena, in costumi
fantastici, una schiera di eleganti giovanotti e fanciulle» appartenenti
all'aristocrazia, con alla testa il tenore Marconi, il baritono Kaschman e la
signora Kaschman, protagonisti della festa mondana.
[pg!306]

Page 7

[pg!307]
PERSONAGGI DELLA FIABA:

Fleno, ex re di Zano.
Arunto, candidato al trono di Zano.
Clea, conduttrice delle Disilluse e Disillusa
anch'ella.
Le Fanciulle disilluse.
I Giovanotti.

Cori di voci misteriose.

Epoca, a piacere. — L'azione non si svolge in nessuna parte del mondo, ma,
viceversa, poi, si svolge un po' dovunque.
[pg!308]
[pg!309]

Page 8

PROLOGHETTO DE «LE DISILLUSE».

(scritto dall'Autore stesso e detto dal Direttore di scena.)

Il Direttore di scena

(a sipario calato, esce dalle quinte e, con una certa emozione, si rivolge al
pubblico.)

Per voi, piccol gran pubblico, per voi, «mondo dorato»,
Roberto Bracco e Mario Costa hanno improvvisato
una celia che abbonda di note e di parole,
uno spettacolino riboccante di fole.
Come il burattinaio, dinanzi ai bimbi attenti,
fa muovere i fantocci, prestando lor gli accenti
d'un estro infantilmente disinvolto, così
i nostri cari autori han fatto lì per lì,
accogliendo l'invito di questa Direzione
che non chiedeva fiabe, ma un gioco da salone,
con un profumo d'arte, per uso delle dame
e delle damigelle. Quasi foste uno sciame
di scolarette a spasso, sotto il pretesto della
estemporaneità, ecco la marachella
d'ammannirvi, in istrofe fanciullesche e neglette,

Page 9

le vicende fantastiche di certe marionette.
E il peggio è che si allude a cose che sul serio
[pg!310]
vi seccano, benchè... vecchie come il salterio:
l' amore delle donne, le donne nell'amore.
le signorine ansiose di diventar signore,
i falsi voti avversi alla maschilità,
sognata da ogni donna, qual meta e qual metà....
Insomma, io penso e dico che i due burattinai,
facendo questa burla, sono maligni assai,
e che il trattar da bimbi persone come voi,
per ingannarle prima, per punzecchiarle poi,
è... un atto che, anche in musica, non merita clemenza.
Ed io, che, in qualità di régisseur, ma senza
aver nessuna colpa, mi trovo qui, sul banco,
per dir così, dei rei, vo' almeno parlar franco
e protestare contro Roberto Bracco e Mario
Costa, pria che davanti a voi s'alzi il sipario.
Per quel poco che c'entro in queste «Disilluse»,
mie dame e damigelle, io v'offro le mie scuse.
Ed un consiglio v'offro per... gl'improvvisatori.
Applauditeli all'ultimo, ma, appena vengon fuori,
lasciando cader pigre le manine guantate,
aprite le boccucce gentili e... sbadigliate.

(via)
[pg!311]

Page 10

ATTO UNICO.

Le mariage est de toutes les choses sérieuses
la chose la plus bouffonne.

Beaumarchais.

Una campagna incolta, ricca di fiori e di verzura. In fondo, si eleva una
siepe di cespugli folti. A destra e a manca, sentieruoli erti e serpeggianti. —
Tra l'edera, il muschio e le felci, la porticina d'un tugurio. Sopra la
porticina, un largo buco a mo' di finestrella. Qua e là, rovi, ciuffi d'erbe
selvatiche, tronchi d'alberi spezzati. Il cielo è azzurro. Nell'aria si diffonde
una luce strana, lievissimamente rosea, con sfumature giallognole: è
un'aria ingombra di vapori leggeri e leggermente colorati, la quale dà alla
scena campestre un carattere fantastico. Si vede scintillare, lontano
lontano, in alto, dove sono più densi i vapori, il dorato «Castello della
fantasia».
(Alzatasi la tela, la scena è vuota. — Si sente il canto delle Disilluse
portato dal vento. — Le parole, per fortuna dell'autore, quasi non si
odono.)
[pg!312]

Le Fanciulle, tra cui Clea

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(di dentro)

È l'alma affranta,
è vuoto il core,
la vita è infranta,
il mondo muore.

Qui di luce mesti incanti
noi viviamo circonfuse...,
La natura par che canti:
«Disilluse! disilluse!...»

(Circondate d'una luminosa aureola, le Fanciulle, dagli abiti semplici,
gentili, vaporosi e tinti di colori pallidi, dai capelli sciolti, ornati di fiori
delicati, e dagli atteggiamenti di persone dolci, languide, annoiate e
sospirose, si avanzano a poco a poco. — Clea è la loro conduttrice.)

Venticello innamorato,
che d'intorno a noi ti aggiri,
che ci avvolgi di sospiri
e ci assedi da ogni lato,
sappi ben che ci ami invano.
L'amor nostro è morto a Zano!

Venticello vagabondo,
tu che vedi, tu che senti
tutti i nostri patimenti,
va laggiù, va a dire al mondo

Page 12

che noi... gli uomini aboliamo...
Non amiamo, non amiamo!

(Si ode un lungo e dolce sbadiglio.)

[pg!313]
Siam fanciulle... sbadiglianti...
d'aria e luce circonfuse....
La natura par che canti:
«Disilluse, disilluse....»

(Continuano a cantare tutte, meno Clea, alla quale esse si rivolgono.)

Ma un ricordo di note soavi
d'altri tempi si va risvegliando.
Se tu, Clea, quelle note cantavi,
ogni illusa cantava, sperando.

Nel tuo core, bellissima Clea,
ravvivava quel canto la fè.
Ti chiamavan di Zano la dea:
la canzone era fatta per te.

Deh! ripeti la canzone
della spenta illusione.

Clea

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Il passato evocherò!

Le Fanciulle

Canta, canta...

Clea

Canterò.

(ricordando e ripetendo l'antica canzone, con enfasi ridicola)

«Sei nata nel giardino d'una fata
«che fuga col suo fascino il dolore.
«Al sol de' suo' begli occhi tu sei nata,
«giglio gentile, giglio incantatore.

[pg!314]

«Sarà fecondo di pace infinita
«il lieto tuo fatidico candore.
«Eternamente amata, la tua vita
«sarà un connubio di pace e d'amore.»

(interrompendosi.)

Canzone menzognera!
Chi m'ama?... Chi mi amò?...

Page 14

Dov'è la pace vera?
È pace questa?... No.
E un'altra strofa, l'ultima,
io voglio ricordar.
Mentiva pure! Uditela,
uditela cantar:

«Sarai fanciulla bella innamorata
«d'un altro come te leggiadro fiore,
«sbocciato nel giardin della tua fata
«che fuga col suo fascino il dolore.»

(Si abbandona sopra un sasso, presso il tugurio del romito, e vinta dalla
noia, si assopisce.)

Le Fanciulle

(dopo la breve estasi di sollievo, ricascano nel triste languore.)

È l'alma affranta,
è vuoto il cuore,
la vita è infranta,
il mondo muore.

(Lentamente e mollemente, quasi mosse dal venticello, le Fanciulle a poco
a poco si allontanano e spariscono.)
[pg!315]

Page 15

Siam fanciulle... sbadiglianti...
d'aria e luce circonfuse....
La natura par che canti:
«Disilluse! disilluse!...»

Clea

(resta addormentata sul sasso.)

Fleno

(avvolto nel suo nero mantello, la testa quasi tutta nascosta nel cappuccio,
la gran barba bianca fluente sul petto, esce dal tugurio. Vedendo Clea,
mormora:)
La conduttrice delle Disilluse dorme il sonno della noia.... Gesticola....
Sta sognando....

Clea

(in una specie di sonnambulismo, fa con la mano come se discacciasse
un'ape.)

Ape molesta
va via di qua.

Fleno

Dorme e par desta.

Page 16

Clea

Ah! se ne va.

Fleno

La bionda mesta
sognando sta.

[pg!316]

Clea

(ricomincia a gesticolare, discacciando l'ape.)

Di nuovo qui giunge....
e torna su me.
Quest'ape mi punge,
mi punge.... Perchè?

Fleno

(le si accosta, per liberarla dall'insetto importuno.)

D'un'ape ella parla
e l'ape non c'è.
Ma, intanto, sognarla!...
Sognarla!... Perchè?

Page 17

(Vedendo che ella si desta.)

Si sveglia.... Si sveglia....

Clea

(aprendo gli occhi.)

Sei tu!

Fleno

Sì....

Clea

Che fai?

[pg!317]

Fleno

Chi dorme... e chi veglia....

Clea

M'hai punta?...

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Fleno

No!... Mai!
Non c'era l'ape; nemmen c'ero io.
Chi ti pungeva davver non so.
.... Pungeva forse qualche desio
che viene in sogno... ma in veglia no.

Clea

Non indagare nel sogno mio....
Chi mi pungeva davver non so.
Pungeva forse qualche desio
che viene in sogno... ma in veglia no.

(andandosene)

A rivederci.... Buon vecchio, addio!
Le Disilluse raggiunger vo'....

Fleno

(con insinuante furberia)

A rivederci... Pensa al desio....
che punge in sogno, ma in veglia no.

Clea

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(va via.)
[pg!318]

Fleno

(seguendo con lo sguardo Clea, e scotendo la testa:)

Va a raggiungere le Disilluse!... Ingenue! La loro disillusione è la più
grande delle illusioni! Esse credono d'aver sofferto assai, appunto perchè
non sanno che cosa sia soffrire. Se avessero provata una sola delle sventure
toccate a me!...

(Rivolgendosi al pubblico)

Io sono l'ex re di Zano: un regno senza impicci, un regno piccolo piccolo,
un regno tascabile.... Ed io, infatti, avevo in tasca il mio regno e i miei
sudditi; — ma ora sono essi che hanno in tasca me! Ah! Quando ricordo il
giorno della rivolta, mi rivengono i brividi! Che batoste, e che paura!... Io
me la svignai travestito da vecchio; e in questa.... vecchiezza continuo a
nascondermi, perchè (accennando, col gesto, alle probabili busse) la
prudenza non è mai troppa!...

Quel giorno, che catastrofe!
Ed io, mutando viso
per non morire ucciso,
fuggii... Fuggii sin qui!

Romito, in un tugurio

Page 20

sinistramente muto,
al regno che ho perduto
penso la notte e il dì.

Ah! come le memorie
mi danzano d'intorno
e tornano ogni giorno
a dir: «tu fosti re!»

[pg!319]

Mi pesa questa maschera
d'umile vecchio inetto,
ribellasi nel petto
il giovanile ardor.

Son di me stesso, misero,
la tetra sepoltura....
Son morto addirittura...
ahimè!, vivendo ancor.

E le memorie danzano
intorno a questo morto,
che non è ancor risorto...
che morto ancor non è.

(Rattristato, rientra nel suo tugurio, e si rincantuccia sotto l'arco della
porta.)

Page 21

Voci misteriose

Avanti, Arunto,
non ti stancar.
Se non se' giunto,
non ti fermar.

La terra è immensa....
Sembra piccina....
Cammina e pensa,
pensa e cammina.

(Arunto comparisce nel suo abito smagliante, con in mano una borsetta da
viaggio, e le voci misteriose continuano:)

Coraggio, Arunto,
non disperar.
Se non se' giunto
non ti fermar.

[pg!320]

Per chi dispera
tutto è rovina.
Cammina e spera,
spera e cammina!

Arunto

Page 22

(stanco, scoraggiato, guardandosi attorno)

Cessate, o voci arcane! Ahimè, dal petto
ogni speranza già fuggir mi sento.
A interrogare il cielo io sono intento,
ma un lieto auspicio inutilmente aspetto.

O tu, di gloria bel sogno dolcissimo,
vanisci a poco a poco:
e dell'antica mia perduta audacia
ora il ritorno invoco.

Misteriosi e lieti m'accompagnano,
nel mio cammin fatale, questi canti;
e i monti, i fiumi, gli alberi mi dicono:
«Coraggio Arunto! Avanti, avanti, avanti!»

Ma tu, di gloria mio sogno dolcissimo,
vanisci a poco a poco;
e invano della mia perduta audacia
ora il ritorno invoco.

Fleno

(scotendosi)

La pace sia con te!

Page 23

Arunto

(accorgendosi del romito)

[pg!321]
Oh! Credevo d'essere solo.

Fleno

E sei solo, difatti.

Arunto

E tu?

Fleno

Io mi chiamo: Nessuno!

Arunto

Chi t'ha dato questo nome?

Fleno

La sventura.

Arunto

Page 24

Poveretto!

Fleno

Anche tu mi sembri una persona non molto allegra. Devi avere più d'un
diavolo per capello.... Che vuoi? Dove vai? Donde vieni? Chi sei?

Arunto

Io sono Arunto. Vengo da Zano....

Fleno

(sussulta.)
[pg!322]

Arunto

Vado... non so dove. E voglio... undici fanciulle. Non ti sorprendere....
L'impresa mia è più nobile di quanto, per avventura, tu immagini. Il popolo
di Zano mi ha incaricato di ricondurre in patria le undici fanciulle, le più
belle del regno, che, disilluse della vita, volarono via, emigrando dalla terra
nativa.

Fleno

(con ansia repressa)

Page 25

Ah? Il popolo di Zano ti ha dato codesto incarico? E raccontami,
raccontami: che si fa laggiù? Come se la passano quei bravi rivoltosi?

Arunto

Rivoltosi! E come sai...?

Fleno

(confondendosi un po')

.... Qualche volta il vento pettegolo viene a susurrarmi all'orecchio le notizie
dei paesi lontani.... (Tra sè) Che sia un mandatario dei miei nemici? (Ad
Arunto, con dissimulazione) Non conosco Zano che di nome. È un vasto
regno?

Arunto

Non se ne vedono i confini.... C'è sempre la nebbia.
[pg!323]

Fleno

E che fanno i partiti politici?

Arunto

Ognuno fa quello che l'altro non fa.

Page 26

Fleno

E chi siederà sul trono?

Arunto

Chi lo porterà sulle spalle.

Fleno

Parli come una sibilla. Non vuoi dirmi la verità?

Arunto

(con prudenza)

Per ora il popolo non chiede che le fanciulle fuggitive. Un re c'è sempre
tempo di eleggerlo o di fabbricarlo. Ma la bellezza di undici fanciulle non si
fabbrica e non si elegge.

Fleno

Ti preme molto il trovarle?
[pg!324]

Arunto

Page 27

Non lo vedi? Passo di paese in paese, m'inoltro in terre sconosciute, non
riposo mai.... (Desolato) E non le trovo!...

Fleno

Sono undici, hai detto? Sono belle? Sono disilluse della vita? Ebbene, tu
non sei lontano da loro.

Arunto

(con viva gioia)

Che!?

Fleno

Vedi tu quell'aureo castello che scintilla nell'atmosfera vaporosa?

Arunto

Lo vedo.

Fleno

È la dimora delle Disilluse: è il castello della Fantasia. Quando qui giunsero
volando sulle ali della disillusione, si posarono lassù. Costruirono un nido
di raggi di sole, e il nido, forte della invulnerabile castità delle candide
abitatrici, fu ben presto solido e inespugnabile come una rocca e prezioso

Page 28

come un immenso ninnolo d'oro. In quel castello, che la loro
immaginazione ha creato, esse, le candide abitatrici, vivono d'aria, di luce e
di [pg!325] malinconia; e, tutte assorte nella loro profonda disillusione,
menano una vita dolcissima... e si annoiano mortalmente.

Arunto

(giubilante) Io so tutto ciò che mi basta.... Vado, corro subito.... Mi getterò
subito ai loro piedi....

Fleno

Non tanta foga, giovanotto mio! Sulla porta di quel castello è scritto:
Abbasso gli uomini! Piuttosto, io ti consiglierei di aspettare qui. Spesso dal
loro nido vengono fuori, e volano, volano, girovagando tra i ruscelli, gli
alberi, i fiori, e spesso qui si fermano riempiendo l'aria dei lor lai melodiosi.

Arunto

Benissimo! Benissimo!

Fleno

Non tanta foga, giovanotto mio! Hai da sapere ch'esse fuggono e riparano
nel loro castello al solo sospetto di un giovine viso maschile. E sarebbero
anche capaci di dileguarsi se il giovine viso maschile si ostinasse a seguirle.

Arunto

Page 29

Dileguarsi? Come se fossero nuvole?!
[pg!326]

Fleno

Difatti, talvolta i loro occhi lampeggiano..., tal altra si sciolgono in
pioggia... di lagrime.

Arunto

(di nuovo consolato)

Sicchè, è inutile aspettarle, è inutile sperare.... Ma tu, le conosci?

Fleno

Sì, a me queste farfalle latitanti concedono qualche minuto della loro
presenza e della loro conversazione, perchè io, capisci?, essendo vecchio
decrepito, non arreco loro spavento.... Anzi, ispiro fiducia....

Arunto

(tra sè)

La chiama fiducia, lui. (A Fleno) Ah! buon vecchio, se potessi afferrarle, se
potessi parlare con loro!...

Fleno

Page 30

Lo potrai fra una sessantina d'anni, cioè quando sarai vecchio come me.

Arunto

(disperandosi)

Ah, perchè mia madre non mi ha fatto nascere sessant'anni prima?!
[pg!327]

Fleno

(commosso) Senti.... Io ho il mezzo di farti diventar vecchio....

Arunto

In che modo?

Fleno

Non m'interrogare, e non indagare. Io entrerò nel mio tugurio. E, dall'alto di
quel finestrino, ti porgerò la mia Vecchiezza. Bada però: dopo sbrigata la
bisogna, tu, di nascosto, la mia Vecchiezza mi renderai. Io, intanto, per
sottrarmi a ogni ricerca... — so quel che dico — ... chiuderò a chiave la
porta del tugurio.

Arunto

(con effusione)

Page 31

Oh! grazie! grazie! Tu sei il mio salvatore! Grazie!

Fleno

Aspetta. (Entra nel tugurio, chiude a chiave la porta, e, dopo qualche
istante, ricompare dietro il finestrino col viso di giovane. Allungando un
braccio, fa penzolare la finta barba bianca. E, poichè Arunto ha lo sguardo
rivolto dalla parte opposta, egli, Fleno, lo chiama:) Ehi!... pss! pss!...
[pg!328]

Arunto

(si volta, si avvicina con meraviglia; e poi, quando Fleno gli consegna la
barba, egli se l'appiccica alla faccia, assumendo la fisonomia di Fleno.)

Fleno

Ecco la barba della Vecchiezza
che cangia il viso, ma non l'età.
Con questa barba la Giovinezza
piglia un aspetto d'innocuità.

Arunto

(mettendosi la barba)

Di sotto il pelo bianco
io giovine sarò,

Page 32

chè nulla ho in me di stanco
e vecchio il cor non ho.

Fleno

(dal finestrino, porgendo ad Arunto prima il mantello nero, poi il suo lungo
bastone.)

Ecco il mantello della Vecchiezza
che cela l'uomo dal capo a piè;
ecco il bastone della stanchezza
di chi nel cuore vecchio non è.

Arunto

(mettendosi il mantello)

Sotto il mantello nero
io mi nasconderò
e sempre quello che ero
e quel che son sarò.

[pg!329]

Fleno

T'ho dato, credimi,
tutto me stesso....

Page 33

Arunto

Te ne ringrazio!
Parla sommesso....

Fleno

D'essere innocuo
per poco io cesso.

Arunto

Vecchio decrepito
io sono adesso!

Arunto

(tra sè)

Di sotto il pelo bianco
io giovine sarò,
chè nulla ho in me di stanco
e vecchio il cor non ho.

Fleno

(tra sè)

Page 34

Che l'apparenza inganni,
è antica verità.
Ed egli, ne' miei panni,
le ingenue ingannerà.

[pg!330]

Arunto

(si mette a sedere, tutto raggomitolato, presso il tugurio, fingendo d'essere
Fleno.)

Le Fanciulle

(di dentro)

È l'alma affranta,
è vuoto il cuore,
la vita è infranta,
il mondo muore.

(Si avanzano con la solita lentezza, nel solito atteggiamento di languore.)

Voci misteriose

Coraggio, Arunto,
non disperare.
Se non sei giunto

Page 35

non ti fermare.

Per chi dispera
tutto è rovina!
Cammina e spera,
spera e cammina.

Arunto

(sentendo il canto delle Disilluse e vedendole venire)
Ah! eccole.... (Dopo una pausa, parla alle Fanciulle, imitando la voce
di Fleno) La pace sia con voi!
[pg!331]

Clea

Grazie, buon vecchio. La pace è con noi.

Arunto

(tra sè, guardandola di sottecchi)

Che splendida creatura!

Clea

Mi sembri inquieto. Che fai?

Page 36

Arunto

La figura di uno stranissimo mago m'è apparsa or ora. M'ha parlato di voi,
ed è sparito.

Clea

(mal frenando la curiosità)

E che t'ha detto?

Arunto

M'ha data questa borsa (mostrandola), dicendo che contiene dei doni per
tutte voi. E io gli ho promesso di consegnarveli: non ho saputo dir di no....

Clea

Dei doni!...
[pg!332]

Le altre Fanciulle

Dei doni!...

Clea e le Fanciulle

E che saranno? Che saranno?...

Page 37

Arunto

Chi sa! A vederli, sono degli involtini eleganti.... Conterranno qualche...
qualche gingillo, qualche sorpresa. Potrebbero essere dei pegni d'affetto, per
esempio, come quelli che si offrono... in occasione delle promesse di
nozze....

Clea e le Fanciulle

(tumultuando)

Nozze?!... Mai! Mai! Mai!

Arunto

Non vi spaventate.... Ho voluto sperimentarvi. Il mago m'ha detto... che
soltanto le fanciulle irremovibili nel loro proposito sarebbero degne del suo
dono. Sicchè, ora che sono sicuro delle vostre intenzioni, posso adempiere
il mio compito.

Clea e le Fanciulle

(ansiose)

Date... date qua... date qua... date qua....
[pg!333]

Arunto

Page 38

(aprendo la borsa, tra sè)

Alla mia divina interlocutrice non glielo do, perchè a lei spero di
provvedere... personalmente. (Rivolgendosi alle Fanciulle e distribuendo
gl'involti) A voi.... A voi.... A voi.... A voi.... A voi....

Clea

(quando è finita la distribuzione, è assai scontenta di non aver ricevuto
niente, e resta imbronciata, quasi con le lagrime.)

Arunto

(osserva e finge) Oh! Ne ho perduto uno!... (A Clea) Sono dolentissimo,
ma....

Le Fanciulle

(dopo avere disfatto l'involtino, guardano con meraviglia e con gioia mal
celata ciò che vi hanno trovato dentro: cioè un ritratto e una lettera.)
(Esclamano:) Un ritratto! (Poi, entusiasmandosi) Il ritratto d'un giovane!...

Arunto

E lì..., che cos'è scritto? Leggete!
[pg!334]

Page 39

Le Fanciulle

(con crescente entusiasmo) Una lettera!... (L'aprono e leggono:)

«Io vi scrivo, damigella,
per offrirvi la mia mano.
So che siete tanto bella,
ch'io son ricco è noto; ma....

se un pochino non m'invita
il cuor vostro, tutto è vano,
che non bastano alla vita
di due sposi oro e beltà.

(Il loro volto s'irradia. Esse, commosse, leggono e rileggono la lettera,
guardano il ritratto e si guardano tra loro con un misto di riluttanza e di
contentezza.)

Arunto

(notando il loro mutamento, tra sè) Lo dicevo io!... Il mezzo è sicuro! (Alle
fanciulle, con circospezione) E se vi dicessi che a ognuno di questi ritratti
corrisponde un originale e a ognuna di queste lettere un po' di vero amore,
fareste il sagrifizio di... rimpa...tria... re?

Le Fanciulle

(con ostentazione) Eh.... Per non essere troppo sgarbate....

Page 40

Clea

(non potendone più) E a me?
[pg!335]

Arunto

(tra sè) Ora posso rivelarmi, che esse, in fede mia, non si dilegueranno. (A
Clea, lasciando cadere di dosso il mantello e buttando via la barba) La mia
lettera è scritta qui (indica il suo cuore) e il mio ritratto è questo, (indica il
suo viso).

Clea

(sussultando di giubilo) Come?! Tu non sei il vecchio romito?....

Le Fanciulle

Ooooh!...

Arunto

Arunto mi chiamo!

Le Fanciulle

(in un sommesso mormorio, fanno l'eco:) Amo... amo... amo.... (Indi,
contemplando il ritratto e la lettera che hanno tra le mani, si fermano qua e

Page 41

là, formando gruppi pittoreschi.)

Arunto

(con dolcezza, a Clea)

Solo vincere e regnare
vagheggiai con voluttà:
eran le speranze care
della mia ingenuità.

[pg!336]

Non fui mai corteggiatore
delle donne. Sai perchè?
Non mai vidi lo splendore
che rifulger vedo in te!

Clea

Solo vivere d'oblio
vagheggiai con voluttà.
Dissi al povero cor mio:
fuggi il mondo, fuggi, va.

Dell'amore io diffidai....
Ne ignoravo le virtù,
chè nessun mi parlò mai

Page 42

come adesso parli tu.

Arunto

(con passione)

Io, guardandoti gli occhioni,
vedo aprire un usciolino:
il mio amore, ginocchioni,
vuole entrarci, ma... prestino.

Clea

(con dolcezza)

Entri pure questo amore:
l'usciolin s'apre per lui.
Entri e resti finchè muore....
Non son più quella che fui!

Clea e Arunto

(abbracciandosi)

Di rinascere mi pare,
ma... non come nacqui un dì.
[pg!337]
Io rinasco per amare

Page 43

come nasce il colibrì.

Esso al nido sa portare
miele e amore: zuì zuì zuì....
Di rinascere mi pare,
ma... non come nacqui un dì.

Le Fanciulle

(intanto, continuano a contemplare il ritratto e a rileggere la lettera.)

«Io vi scrivo, damigella,
per offrirvi la mia mano.
So che siete tanto bella,
ch'io son ricco è noto; ma....

se un pochino non m'invita
il cuor vostro, tutto è vano,
chè non bastano alla vita
di due sposi oro e beltà.»

(Ognuna da sè, con ostentata ingenuità)

Offrire la mano?
Che mai vorrà dire?
O Dio! Com'è strano!...
Mi par d'arrossire!

Page 44

Clea e Arunto

(l'una accanto all'altro, in estasi)

Mi sento l'anima
da un'anima ghermire,
ed ecco stringonsi
insiem come due spire.

[pg!338]

A un filo magico,
ch'è un raggio dell'Eliso,
legate, volano
del cielo nel sorriso.

Fleno

(che sporge la testa dal finestrino, senza essere veduto, borbotta:)

Cos'è cotesto affare?!
Si sono intesi già?
Si tratta... di volare!
A vele gonfie ei va.

Ed io, che, senza vela,
più navigar non so,
qui reggo la candela....

Page 45

Un bell'ufficio fo!

Le Fanciulle

(affollandosi e facendo ressa intorno ad Arunto lo interrogano in tono
lamentevole.)

O cavaliere amabile,
voi di lusinghe e speme
venite apportatore.
Or diteci, di grazia,
quello che più ci preme:

(mostrando il ritratto)

dov'è questo signore?

Noi ne vediam l'immagine...!
L'immagine è gentile;
ma l'uom chi ce lo dà?
Noi ne leggiam la lettera,
[pg!339]
che è scritta in bello stile;
ma il resto... dove sta?

Arunto

(tra sè, maliziosamente)

Page 46

Che fretta, caspita!
Ho ben capito:
lo voglion subito
questo marito.

Che sian confuse
a me non pare....
Le disilluse
si dan da fare.

Il gran proposito
è già sfumato,
pensando al giovine
innamorato.

Son d'una pasta
queste figliole!
A lor non basta...
di restar sole!

(Rivolgendosi alle Fanciulle per tranquillarle)

Rassicuratevi,
fanciulle mie.
Altro che storie
e fantasie!....

Se l'impazienza

Page 47

frenate un po'
dandomi udienza,
vi spiegherò.

(Se le chiama attorno, e mentre esse sono tutte intente a udirlo, egli spiega
l'enigma:)

Di queste immagini
ogni fanciulla
[pg!340]
può far degli «uomini»
o... non far nulla.

Sono ritratti
d'uomini veri,
un poco matti
sì, ma sinceri.

Sposano ed amano
sinceramente,
ognun dicendovi
quello che sente.

Ma se per poco
voi diffidate,
vi spegne il foco....
Ahimè! badate.

Page 48

Le Fanciulle

(si mostrano vivamente emozionate e parlano tra loro con molto fervore.)

— Da queste immagini
possono uscire
proprio degli uomini?!

— C'è da impazzire!

— Sono ritratti
d'uomini veri?!

— Vedrem dai fatti
se son sinceri.

— Sposano ed amano
sinceramente?!

— Fidare e credere
non è prudente.

— Ma se per poco
noi diffidiamo,
si spegne il foco....

— No! no! Badiamo!

Page 49

[pg!341]

Arunto

(continuando a spiegare l'enigma.)

Di queste immagini
mi son munito,
chè dentro ascondono
un bel marito.

Se dunque amate
intensamente,
voi conquistate
l'uomo latente.

Tutti i miracoli
può far l'amore,
che è già un fenomeno
superiore.

Ogni ritratto
diventerà
un uomo adatto....
che sposerà.

Fleno

Page 50

(tra sè)

Ma che fa? Le piglia in giro?
È un burlone, o è un fakiro?

Le Fanciulle

(raggianti, ma ancora un po' dubbiose, restano mute, perplesse.)

Arunto

Ebben, su, che risolvete?
Siete, alfine, innamorate?

[pg!342]

Le Fanciulle

(pudibonde)

Cavaliere, via, tacete!
Perchè ci mortificate?

Arunto

(in tono canzonatorio)

Dite di no?

Page 51

Le Fanciulle

(abbassano gli occhi e non rispondono.)

(Pausa.)

Arunto

(piegando le braccia)

Aspetterò.

(Pausa.)

Dite di sì?

Le Fanciulle

(irrefrenabilmente prorompono)

Sì, sì, sì, sì!...

Arunto

Ah! finalmente!
Ed ora attente,
attente a me.

Page 52

[pg!343]
(Raccoglie dalle loro mani i ritratti e, con la solennità d'un ispirato, li
lascia cadere a uno a uno dietro la siepe. Quindi, con gravità e mistero, che
stuzzica sempre più la curiosità non disinteressata delle ragazze, aspetta il
risultato del suo audace incantesimo, dicendo:)

Uno!... due!... tre!

(Al «tre», dietro la siepe compariscono, scattando su come fantocci da una
scatola, tanti giovanotti, belli e luminosamente vestiti, quanti ritratti Arunto
ha seminati; ed egli, con un gesto trionfale, esclama:)

Chiedeste uomini?
Eccoli qua!

Le Fanciulle

(pazze di gioia, corrono ognuna presso il rispettivo fidanzato.)

Oh, l'ineffabile
felicità!...

I Giovanotti

(amorosamente, parlano, ognuno alla propria sposina.)

Io ti ho scritto, damigella,
per offrirti la mia mano.

Page 53

Lo sapevo che sei bella;
ch'io son ricco è noto; ma,...

Le Fanciulle

È il mio core che t'invita.
T'ho chiamato da lontano....
[pg!344]
Già di te m'ero invaghita.
Dove? Quando? Chi lo sa!

Arunto

(alle Fanciulle)

Sicchè voi ritornate a Zano con me?

Le Fanciulle

(vociferando)

Ritorniamo! Ritorniamo!

Arunto

Io metto ai vostri piedi la mia riconoscenza. Ora che la mia impresa è
riuscita posso dirvene la ragione e posso dirvi quanto vi debbo.

Page 54

Fleno

(che, senza esser visto, non ha mai cessato di far capolino dal buco del suo
tugurio, sporge ora un poco più il capo per meglio udire, e mormora:)
Finalmente capirò anch'io qualche cosa.

Arunto

(alle Fanciulle)

Quando voi, disilluse, fuggiste da Zano, quel popolo aveva discacciato dal
trono il re Fleno... e aveva fatto benissimo!
[pg!345]

Fleno

(offeso, tra sè:)

Oh! questo poi!

Arunto

Un pessimo arnese, senza carattere, senza energia, senza intelligenza...

Le Fanciulle

È vero! È vero!

Page 55

Fleno

(tra sè:)

Cortesissime!

Arunto

Ebbene, io mi presentai candidato al trono. Promisi mari e monti, e spesi un
fiume... di quattrini, ma non conchiusi nulla. Senonchè, il popolo di Zano
mi fece sapere ch'esso concederebbe il trono a chi ritrovasse e riconducesse
nel regno le Fanciulle disilluse. Accettai il patto, compresi che la
disillusione, con la relativa fuga, non poteva avere avuto altra causa che la
mancanza di quel prezioso gingillo che si chiama marito; e quindi,
provvedutomi di questo articolo in effigie e in epistola, impresi il viaggio
e... il resto lo sapete.

Ogni miracolo
può far l'amore,
che è già un fenomeno
superiore.

[pg!346]
L'amore, quando è verace, dà corpo alle ombre, fa d'un ritratto un
uomo, fa di un nulla un marito....

Fleno

Page 56

(tra sè:)

... e di un marito un nulla!

Arunto

E, difatti, sotto la pioggia del vostro amore, i mariti vi sono spuntati
dinanzi... come i funghi. In conclusione, io vi condurrò a Zano, avrò il
premio, sarò acclamato re, e, per regalo di nozze, offrirò alla mia sposa, una
corona... di Regina.

Giovanotti e Fanciulle

Sia gloria ad Arunto, il futuro re di Zano!

Fleno

(uscendo, modestamente, dal tugurio)

Domando la parola per un fatto personale.

Giovanotti e Fanciulle

Chi è? Chi è?...

Fleno

(alle Fanciulle)

Page 57

Non mi riconoscete, eh? Il vostro amico, il vostro vicino, il vostro povero
romito.... Signorine [pg!347] mie, avete creduto per tanto tempo alla mia
Vecchiezza: ma essa era falsa, come la vostra Disillusione.

Le Fanciulle

E allora, chi eravate? Chi siete?

Fleno

Io ero e sono... Fleno, il re discacciato da Zano.

(Sorpresa generale.)

Una delle Fanciulle

Sì... ora mi rammento di avervi visto una volta in funzione. Fu il giorno in
cui cadeste da cavallo.

Fleno

Oh, non mi parlate di quel cavallo!... Era un asino!

Arunto

... Mi scuserai se t'ho fatto un po' di critica.... Vuoi che io rettifichi?

Fleno

Page 58

Non rettificare, ma permettimi invece di fare appello alla tua coscienza.
Prestandoti la mia Vecchiezza, t'ho dato modo di guadagnare un regno e una
donna, che vale più del regno. Vuoi essere riconoscente? [pg!348] Tieniti la
donna e cedi il regno a me. A quanto ho sentito, chiunque ricondurrà queste
fanciulle a Zano avrà in premio il trono rimasto vuoto. Lascia che riconduca
io le belle fuggitive in patria. Così il premio sarà mio e riavrò quel che mi
fu tolto.

Arunto

(un po' titubante)

Ma io ho promesso il regno alla mia fidanzata... È lei che deve decidere.

Clea

(solennemente)

A me basta il Regno dell'Amore! Ritorni Fleno al suo trono!

Fleno

(con pari solennità, stringendole la mano)

Signorina,... voi siete un galantuomo!

Arunto

Page 59

Va, dunque, buon Fleno: mettiti alla testa di queste felici coppie di sposi.
Chiudi un occhio per la strada... e va a rifarti re!

Giovanotti e Fanciulle

Sia gloria a Fleno, il futuro re di Zano!
[pg!349]

Arunto

Con lo stesso entusiasmo avete acclamato me un minuto fa!

Fleno

La politica, mio caro, è opportunista come il cuore della donna! Ed ora...
voglio lasciare a queste contrade un ricordo del falso vecchio romito, la cui
falsità è stata utile a tanta gente giovane e forte. Ecco un robusto tronco
d'albero eterno (mostrando ad Arunto un tronco d'albero, che ha alla cima
quasi l'impronta d'una faccia umana) il quale continuerà a rappresentare
l'esperienza della Vecchiezza e la forza della Gioventù. (Truccando il tronco
da romito, col mantello, con la barba e col bastone) Chi sa che anch'esso,
con questi panni e questa barba, non debba rendere qualche servigio
all'umanità! (Il tronco ha preso l'aspetto del vecchio romito) Così.... Così!
(Salutando il fantoccio) Addio, addio, romito!

Tutti

Addio, romito! Addio!

Page 60

(Grande animazione, saluti, strette di mano, manifestazioni di tenerezza
e di allegria.)

Clea

Addio, compagne d'esilio!
[pg!350]

Le Fanciulle

Addio, Clea!

Arunto

Addio, Fleno! Addio, fanciulle!

Arunto e Clea

Noi andiamo a far l'amore!

Le Fanciulle

Noi andiamo a far le mogli!

Arunto e Clea

Non è lo stesso!

Page 61

Fleno

Io vado a non far niente!
(Si avvia su per un erto sentiero, e, capitanando le coppie degli sposi,
le esorta, con gesto di trionfatore, a seguirlo).

Tutti

Viva il Re! Viva l'Amore! Viva il Matrimonio!
(L'animazione cresce. — Arunto e Clea, affascinati, abbracciati,
s'incamminano su per un sentiero opposto. — I vapori dell'atmosfera si
vanno diradando... come la pazienza del pubblico.)
[pg!351]

Arunto

(a Clea)

Vieni, vieni, mia Regina,
dove un suddito sarò.
È quell'isola divina,
che Citera si chiamò.

Clea

(ad Arunto)

Purchè sia molto vicina,

Page 62

purchè sia piena di te,
non voglio esserne Regina:
tu devi essere il mio re.

Fleno

(alle coppie)

Il sentiero è lungo e annoia
chi pedestre a Zano va;
ma... c'è qualche scorciatoia...
che opportuna vi parrà.

Tutti

(agitando i fazzoletti, s'allontanano, e, scambiandosi saluti romorosamente,
anche salutano e risalutano il tronco d'albero, che forse vorrebbe
rispondere, ma non può. — Una bianchissima luce inonda la scena. — Cala
la tela lentamente.)

――――

Page 63

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i
seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):

333 — aprendo la borsa [porta], tra sè
338 — venite apportatore [appartatore]
345 — in effigie e in epistola [espistola]

*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LE DISILLUSE
***

Page 64

*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK LE DISILLUSE ***

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